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Per vocazione e per dono ogni consacrato vive il contatto quotidiano con la Parola di Dio, quante volte anche noi abbiamo sperimentato che la Parola guida, illumina, consola, incoraggia, converte. Ma può anche restare lettera morta quando la si scruta senza interrogarla sulla propria esistenza. La Parola di Dio può aiutare a leggere la nostra storia se, come la Vergine Maria, sappiamo “meditarla e custodirla nel cuore”, insieme a tutto quel che ci accade. Nel piccolo ma prezioso volumetto dal titolo Dilatare la vita, pubblicato dalle edizioni Messaggero di Padova, l’autrice Emmanuelle- Marie, attraverso le vicende di alcune figure bibliche, come Adamo, Giacobbe, Giuseppe e Davide ci aiuta a comprendere, da una parte quanto sia complesso e limitato l’animo umano, dall’altra come solo attraverso l’incontro autentico con il Signore l’uomo realizza pienamente se stesso. Il sogno di onnipotenza, negare l’errore, indispettirsi per i propri limiti o difetti sono realtà che tutti ci portiamo dentro. Riconoscerle è il primo passo in quel lungo faticoso cammino del diventare figli del Padre e fratelli nella fede. Proprio chi ha avuto un’esperienza di rapporti familiari travagliati come Giacobbe con Esaù, oppure Giuseppe venduto dai fratelli, diviene poi artefice di riconciliazione e fraternità, avendo permesso alla Parola del Signore di dilatare la propria vita, i propri orizzonti, la propria capacità di amare.
Come i patriarchi nell’Antico Testamento, così i Padri del deserto, agli albori del cristianesimo, sono intramontabili esempi di fedeltà alla Sacra Scrittura e di attenzione agli uomini del proprio tempo. Nel silenzio e nella meditazione, i Padri hanno maturato una profonda conoscenza dell’animo umano tale da poter essere assunti a modello sapienziale per il nostro oggi; parlano alla vita, esprimono una profonda relazione con gli altri, |